PDL. SORO: INACCETTABILE SILENZIO DI BERLUSCONI SU RICATTO FELTRI
Camera
dei Deputati, 15 set.
Il
presidente del gruppo del Pd esprime in Aula la solidarietà
al Presidente Fini dopo l'inaccettabile attacco da parte del direttore
de "Il Giornale"
Signor
Presidente, non saremmo onesti con gli italiani se considerassimo
estraneo ai nostri lavori quanto accade in questi giorni, in queste
ore. Se accettassimo come ineluttabile o, peggio, come normale
la pericolosa deriva del confronto politico nel nostro Paese,
se dovessimo rassegnarci all'idea che è normale rivolgere
un'esplicita intimidazione al Presidente della Camera dei deputati
che assume la forma di un palese ricatto.
Troviamo
assolutamente legittimo, normale e democraticamente fisiologico
esprimere giudizi critici nei confronti delle idee del Presidente
della Camera ed è assolutamente legittimo, normale e doveroso,
in alcune circostanze, contestare lo stesso operato del Presidente
della Camera nell'esercizio della sua funzione (noi lo abbiamo
fatto in più di una circostanza). Ma rivolgere minacce
e ricatti alla terza carica dello Stato significa mettere sotto
schiaffo il Parlamento, mettere in dubbio la libertà di
tutti noi. E quando questa minaccia viene da un quotidiano che
è di proprietà della famiglia del Presidente del
Consiglio dei ministri la cosa è ancora più grave,
ed è ancora più inaccettabile se il Presidente del
Consiglio non esprime una sola parola di censura (al momento non
l'ha espressa) nei confronti di questo episodio, che - al di là
dell'episodio in sé - rappresenta una questione gravissima
nel nostro Paese.
Viviamo
una stagione difficile per il Paese, una fase in cui sarebbe necessario
accrescere tutte le forme di coesione, sociale e politica. Accade,
invece, che in questi mesi si è alzato un vento di intolleranza
e di pressione nei confronti di quanti esprimono opinioni diverse:
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/ la Repubblica, a l'Unità, ad Avvenire, ai giornalisti
di una rete della televisione pubblica, agli stessi esponenti
della maggioranza di Governo che esprimono parole e opinioni diverse.
In questi giorni e in queste settimane si costituiscono dossier,
si spargono veleni. Tutto questo non va bene, signor Presidente:
è inaccettabile se i veleni, le minacce e i ricatti entrano
dentro quest'Aula e si rivolgono nei confronti dei vertici delle
nostre istituzioni.
Noi
che abbiamo l'ambizione di consolidare in questo Paese un regime
di bipolarismo virtuoso e di democrazia dell'alternanza, noi che
consideriamo l'onorevole Fini, in quanto cofondatore del Popolo
della Libertà, un avversario, un leale avversario nei confronti
del quale ci sentiamo alternativi politicamente, sentiamo il dovere
di esprimere, in questa circostanza, la nostra solidarietà
per il vigliacco attacco nei confronti della sua persona e della
sua carica, che è ancora più importante.
Ma
insieme alla solidarietà vogliamo esprimere il disagio
e la preoccupazione per la nostra democrazia, per la tensione
insopportabile che si svolge nel rapporto tra Governo e Parlamento
e tra Governo e informazione: è una questione che riguarda
tutti, non riguarda solo noi. Noi vorremmo farcene carico insieme
a tutto il Parlamento, insieme a tutta la Camera. Noi pensiamo
che anche dentro la maggioranza, tra i deputati della maggioranza,
tra i senatori della maggioranza, debba muoversi un'iniziativa
politica, una voce ferma per arrestare questa deriva, per fermare
questo processo.
La
nostra democrazia vive un momento difficile. Noi non vogliamo
in questa vicenda speculare sulle divisioni della maggioranza;
vogliamo riaffermare il diritto e il dovere di questo Parlamento
di pretendere un regime di confronto democratico rispettoso delle
regole e vogliamo che in ogni momento siano salvaguardate le regole
e i vertici delle istituzioni che sono l'unico punto di garanzia
nei momenti della massima difficoltà. Per questo confidiamo
e speriamo che dai banchi della maggioranza venga qualche parola
di chiarezza