«DDL
INTERCETTAZIONI. PD, UDC E IDV SCRIVONO A NAPOLITANO»
Roma, 10 giugno 2009,
Signor Presidente
in qualità di rappresentanti dei deputati dell’opposizione,
ci rivolgiamo a Lei quale supremo garante della nostra Costituzione.
Intendiamo esprimerLe con forza il profondo disagio che sentiamo
di fronte all’apposizione da parte del Governo della quindicesima
fiducia, in questo ramo del parlamento, in poco più di
un anno di legislatura.
Il grave abuso di uno strumento che la Costituzione e la legge
n.400 del 1988 circondano di particolari garanzie e che deve considerarsi
per sua natura di carattere straordinario, non sfugge a chi segue
il quotidiano evolversi dei lavori parlamentari.
La trasformazione di un istituto eccezionale nei rapporti Governo-Parlamento
in un ordinario strumento di disciplina dei lavori parlamentari
compromette pericolosamente l’equilibrio che la Costituzione
disegna tra Governo e maggioranza e tra maggioranza e opposizione.
E’ in corso un processo di azzeramento del diritto di emendamento
parlamentare, anche quando esercitato in forme contenute, di vanificazione
delle norme regolamentari che prevedono il voto segreto sui temi
costituzionalmente più delicati, di pratica pericolosamente
estensiva dei maxiemendamenti che trasformano intere leggi in
provvedimenti da votare acriticamente in blocco. Altre ancora
sono le preoccupazioni se questo modo di “appropriazione”
governativa dei pochi disegni di legge parlamentari, si somma
ad un uso della decretazione di urgenza del tutto nuovo non tanto
nella quantità, quanto nella qualità della normazione
prodotta.
Poco più di due settimane orsono è stata posta per
ben tre volte la questione di fiducia su un disegno di legge in
materia di sicurezza ove risultavano disciplinati delicati profili
attinenti ai diritti fondamentali, a questioni controverse in
materia costituzionale, all’attuazione di norme comunitarie.
Oggi la fiducia viene posta sul disegno di legge in materia di
intercettazioni. Il disegno di legge viene liquidato da un maxiemendamento
del Governo dopo un normale confronto parlamentare e di fronte
ad un numero assolutamente fisiologico di emendamenti per l’Aula
e con tempi rigorosamente contingentati. Il dubbio legittimo è
che il Governo usi impropriamente l’istituto della fiducia
come strumento di controllo della propria “amplissima”
maggioranza!
La materia ancora una volta è molto delicata. Il legislatore
è chiamato ad un bilanciamento difficile tra le diverse
esigenze costituzionali della giustizia e della persecuzione dei
reati, della riservatezza dei cittadini e della fondamentale libertà
di informazione. La proposta del governo manca clamorosamente
questo obiettivo. A nostro parere, la norma che limita le intercettazioni
all’esistenza di “evidenti indizi di colpevolezza”
pregiudica il ricorso a questo strumento di indagine, con evidente
pregiudizio delle indispensabili azioni di contrasto della criminalità
da parte delle forze di polizia e della magistratura. Così
pure il ruolo della libera stampa è compromesso nella perpetuazione
dei diversi divieti di pubblicazione oltre il termine di durata
del segreto investigativo e dalle sanzioni gravi per editori e
giornalisti. Alcune norme modificano la legge sulla stampa e la
recentissima legge (unanimemente approvata) sui servizi segreti,
rendendo meno trasparente le necessarie attività di controllo.
Le forze di opposizione si interrogano con fortissima preoccupazione
sulla compatibilità di questo continuo ricorso alla fiducia
con i principi costituzionali.
Confidiamo, Signor Presidente, nel Suo intervento, nelle forme
che riterrà opportune, per restituire pienezza di contenuti
democratici al dibattito parlamentare sulle leggi.
Antonello
Soro
Michele Vietti
Massimo Donadi