«IL GOVERNO VA AVANTI
A COLPI DI SPOT, COSI' SI SPINGE ALLA CLANDESTINITA'»
L'Unità, 6 maggio aprile 2009
Questo ddl sicurezza ottiene un
solo risultato: spingere attraverso infinite barriere gli immigrati
verso la e l’illegalità. Il bilancio di tutte le
leggi firmate Berlusconi sull’immigrazione, dalla Bossi
Fini in poi, è fallimentare: e la prova è che l’afflusso
di clandestini non si è fermato. A Lampedusa gli sbarchi
sono aumentati del 150%, così anche sulle altre coste.
Tutte persone che questo ddl spinge verso il lavoro nero».
Presidente Soro, come valuta la retro- marcia sui presidi-spia?
«Noi l’abbiamo detto per settimane che erano norme
dannose, ma Cicchitto e Gasparri facevano spallucce. Poi arriva
Fini, o il gruppo dei 101, e questo ddl perde un pezzo alla volta:
prima i medici-spia, poi i presidi.
Ma la mostruosità resta: l’introduzione del reato
di clandestinità impone a tutti i pubblici ufficiali di
denunciare un reato. E questo vale anche per chi è entrato
regolarmente in Italia ma il permesso gli è scaduto, magari
perché ha perso il lavoro.. Il risultato sarà che
per paura di essere denunciati i clandestini non manderanno i
figli a scuola. E staranno alla larga anche dagli ospedali. Per
non parlare della norma che impedisce alla madre clandestina di
registrare il figlio all’anagrafe».
Il ministro Calderoli giura che non è così,
che una donna incinta ha un permesso di soggiorno fino a sei mesi
dopo il parto.
«Se una donna non ha il passaporto non può chiedere
al questore il permesso temporaneo che le consente di registrare
il figlio. E così il bambino risulta abbandonato e dopo
10 giorni inizia il percorso per l’adozione. Tutti i giuristi
che abbiamo consultato ci dicono che è così. Invito
la maggioranza a dimostrarci il contrario».
Il governo sembra ormai deciso a chiedere la fiducia.
«E una prova di grande debolezza: il governo si dipinge
come decisionista e poi non riesce neppure a convincere i propri
deputati delle sue scelte. Hanno detto che avevano tanta fretta
e poi oggi pomeriggio (ieri. ndr) hanno interrotto le votazioni
perché non avevano trovato la quadra tra loro. In fondo
Berlusconi sta già applicando la riforma che ha annunciato:
i suoi deputati non contano più niente».
Il ministro Maroni si giustifica dicendo che teme imboscate
in aula.
«Quando ci sono di mezzo queste leggi spot, che servono
solo a fare la faccia feroce e ad alimentare le paure, Maroni
si toglie l’abito di ministro dell’Interno e si rimette
la camicia verde. Mi dispiace, perché di solito è
una persona seria. E come tale dovrebbe ascoltare i sindacati
di polizia, che dicono no alle ronde e chiedono più risorse
per garantire sicurezza ai cittadini».