RASSEGNA STAMPA 2009
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«TESTAMENTO BIOLOGICO: SORO, POSIZIONE CONDIVISA DA MAGGIORANZA PARLAMENTARI PD»

Il Riformista, 22 gennaio 2009


FINEVITA. Due anni fa la spaccatura sulle unioni civili. Oggi il riavvicinamento. Binetti: «Hanno avuto uno scalto d’orgoglio».Il capogruppo alla Camera: «Non siamo il figliol prodigo. Da noi posizione di equilibrio».

Parla di «scatto di orgoglio» dei popolari, Paola Binetti. E dice che va inteso «nel senso di una fedeltà ai loro valori culturali e anche del loro peso politico». Insomma, è quasi un bentornati a casa agli ex della Margherita che due anni fa, sulle unioni civili, si smarcarono da Rutelli e dai teodem e che ora, sul testamento biologico, hanno fatto il percorso inverso. Il giorno dopo l’invenzione della «posizione prevalente» sul fine vita, dunque, nel Pd rischia di scoppiare un caso-popolari.

Il riavvicinamento dei popolari ai teodem sul testamento biologico, infatti, potrebbe chiudere una fase politica, quella iniziata con uno smarcamento poco meno di due anni fa. Allora era il febbraio del 2007 si trattava di coppie di fatto e 60 parlamentari della Margherita sottoscrissero un documento con il quale si affermavano la laicità delle istituzioni e l’autonomia della politica. Martedì scorso, sul tappeto c’era il testamento biologico. E il percorso è stato l’inverso. «Questa volta - osserva la Binetti - c’è stata una convergenza. L’intervento della Bindi è stato molto chiaro e strategicamente significativo». Il presidente dei deputati del Pd, però, non è d’accordo.

Antonello Soro, secondo la Binetti popolari sono come il figliol prodigo.
Non mi sembra possibile interpretare quanto è avvenuto utilizzando la categoria dei “popolari”. E non c’è nessun “caso popolari” che, da Franceschini a Garofani, condividono tutti il testo su cui si è trovata la posizione condivisa.

Ma ieri non si è andati al voto per l’opposizione dei popolari.
Ieri abbiamo evitato il voto perché era un’assemblea di due gruppi congiunti e normalmente non si vota. E stato riferito dei lavori di ieri come di un momento di non decisione ma non è così. Ieri è accaduta una cosa molto positiva. Si à fatto un cammino che, da un punto di partenza che vedeva diverse posizioni, ci ha portato a una posizione condivisa da parte della maggioranza dei parlamentari dei due gruppi. Si è trovata una mediazione, proprio come due anni fa si fece sul terreno dei princìpi. Questa volta si arriverà anche a una legge.

Ma il Pd è apparso più diviso che mai.
Ripeto, mi sembra che sia avvenuto esattamente l’opposto. Lo spirito con il quale à nato questo partito è proprio quello di dare vita a una cultura nuova. D’altra parte, mentre su altri temi i partiti che hanno dato vita al Pd si erano confrontati a lungo e trovato posizioni comuni, è da pochi anni che nel dibattito sono entrati temi come il testamento biologico. Nonostante questo, siamo stati in grado di esprimere una posizione di equilibrio.

Franceschini ha detto che non è su questi temi che si costruisce l’identità del Pd. E allora su cosa si costruisce?
No, ha detto che l’identità del partito l’abbiamo costruita in questi anni. E anche su questi temi “nuovi” abbiamo fatto un bel pezzo di strada.

Rimane il fatto che c’è chi, come la Binetti oi radicali, non si ritrovano af fatto nella “posizione prevalente”.
Ci sono colleghi, e non soltanto quelli che fanno riferimento all’area teodem, che hanno sottolineato con più forza i punti di non condivisione. Ma quando si parla di leggi, abbiamo tutti il dovere di ricercare un punto di equilibrio alto. Tutte le leggi sono un compromesso, altrimenti non sarebbero valide per tutti ma sarebbero soltanto bandiere ideologiche. E non credo che nel Pd possa essere interesse di qua!cuno proporre una via ideologica e fondamentalista alle norme. Il che sarebbe l’esatto contrario di quello che è lo spirito con il quale questo partito à nato: unire.

 
- Antonello Soro - XVI legislatura -