agenzie stampa 2009
 

INTERCETTAZIONI: DDL; OPPOSIZIONE UNITA S'APPELLA A NAPOLITANO

Roma, 10 mag

''Stavolta la misura e' davvero colma''. Cosi' Pd, Idv e Udc si mettono insieme e scrivono al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per esprimere il ''proprio disagio'' contro il ddl intercettazioni e contro ''questo modo di legiferare della maggioranza'' che di fatto e' diventato ''un mercato delle vacche'' tra Lega e Pdl.

Il voto di fiducia di oggi su questo provvedimento, assicura il capogruppo del Pd Antonello Soro in una conferenza stampa convocata insieme al presidente dei deputati dell'Idv Massimo Donadi e al vice-capogruppo dell'Udc Michele Vietti, ''ha come unico obiettivo quello di impedire che ci possa essere una libera espressione da parte dei parlamentari della maggioranza su questo ddl''.
Ma cosi' facendo, interviene Donadi, si mette di fatto anche ''un bavaglio alla stampa'' e si nega ai cittadini ''il diritto di conoscere e quindi di essere informati''.

''L'Udc e' molto gelosa della sua specificita' di opposizione - precisa Vietti - ma stavolta la situazione e' tale che occorre un'azione congiunta per far capire ai cittadini quanto la situazione stia diventando pericolosa. E noi chiediamo a Napolitano di valutarla bene questa situazione per capire se non ci sia un rischio per gli equilibri costituzionali''.

'Le forze di opposizione - si legge nella lettera inviata a Napolitano - si interrogano, con fortissima preoccupazione, sulla compatibilita', di questo continuo ricorso alla fiducia, con i principi costituzionali.

Confidiamo, signor presidente, nel suo intervento, nelle forme che riterra' opportune, per restituire pienezza di contenuti democratici al dibattito parlamentare sulle leggi''.

Un'allarme, insomma, in piena regola, come sottolinea Massimo Donadi. Ma secondo l'opposizione tutto e' molto grave: metodo e contenuto del testo. Per quanto riguarda il metodo, ''non e' possibile'', spiega Soro, ricorrere continuamente alla fiducia anche su questioni cosi' delicate e importanti che meriterebbero un confronto ed un approfondimento. C'e' da parte del governo, incalza Donadi, una ''appropriazione'' del processo di formazione delle leggi. ''Processo di formazione delle leggi - ribatte Soro - che si sta trasformando di fatto in un mercato delle vacche: io ti do il sostegno al ballottaggio e tu in cambio non appoggi il referendum. Io ti do le intercettazioni e tu dai qualcos'altro a me...''.

''Ma ci sono cose davvero gravissime in questo testo - prosegue Vietti - come quella di consentire le intercettazioni solo in presenza di 'evidenti indizi di colpevolezza'. La definizione 'evidenti', infatti, e' molto piu' stringente del termine 'gravi' pertanto diventera' praticamente impossibile intercettare. Servirebbero infatti indizi ancora piu' consistenti di quelli necessari'' a far scattare le manette. E questo e' ''pazzesco'', cosi' come lo e' ''cambiare la legge sui servizi segreti a suon di fiducia'' insiste Soro.

Soro sottolinea quindi l'incongruenza di chiedere il voto di fiducia su un testo che, ricorda, ''e' stato fermo oltre quattro mesi in Commissione''. Il ddl intercettazioni, infatti, era stato licenziato dalla Commissione Giustizia della Camera il 19 febbraio scorso.(ANSA).

 
 

- Antonello Soro - XVI legislatura -