INTERCETTAZIONI: DDL; OPPOSIZIONE UNITA S'APPELLA A NAPOLITANO
Roma,
10 mag
''Stavolta la misura e' davvero colma''. Cosi' Pd, Idv e Udc si
mettono insieme e scrivono al presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano per esprimere il ''proprio disagio'' contro il ddl
intercettazioni e contro ''questo modo di legiferare della maggioranza''
che di fatto e' diventato ''un mercato delle vacche'' tra Lega
e Pdl.
Il voto di fiducia di oggi su questo provvedimento, assicura il
capogruppo del Pd Antonello Soro in una conferenza stampa convocata
insieme al presidente dei deputati dell'Idv Massimo Donadi e al
vice-capogruppo dell'Udc Michele Vietti, ''ha come unico obiettivo
quello di impedire che ci possa essere una libera espressione
da parte dei parlamentari della maggioranza su questo ddl''.
Ma cosi' facendo, interviene Donadi, si mette di fatto anche ''un
bavaglio alla stampa'' e si nega ai cittadini ''il diritto di
conoscere e quindi di essere informati''.
''L'Udc e' molto gelosa della sua specificita' di opposizione
- precisa Vietti - ma stavolta la situazione e' tale che occorre
un'azione congiunta per far capire ai cittadini quanto la situazione
stia diventando pericolosa. E noi chiediamo a Napolitano di valutarla
bene questa situazione per capire se non ci sia un rischio per
gli equilibri costituzionali''.
'Le forze di opposizione - si legge nella lettera inviata a Napolitano
- si interrogano, con fortissima preoccupazione, sulla compatibilita',
di questo continuo ricorso alla fiducia, con i principi costituzionali.
Confidiamo, signor presidente, nel suo intervento, nelle forme
che riterra' opportune, per restituire pienezza di contenuti democratici
al dibattito parlamentare sulle leggi''.
Un'allarme, insomma, in piena regola, come sottolinea Massimo
Donadi. Ma secondo l'opposizione tutto e' molto grave: metodo
e contenuto del testo. Per quanto riguarda il metodo, ''non e'
possibile'', spiega Soro, ricorrere continuamente alla fiducia
anche su questioni cosi' delicate e importanti che meriterebbero
un confronto ed un approfondimento. C'e' da parte del governo,
incalza Donadi, una ''appropriazione'' del processo di formazione
delle leggi. ''Processo di formazione delle leggi - ribatte Soro
- che si sta trasformando di fatto in un mercato delle vacche:
io ti do il sostegno al ballottaggio e tu in cambio non appoggi
il referendum. Io ti do le intercettazioni e tu dai qualcos'altro
a me...''.
''Ma ci sono cose davvero gravissime in questo testo - prosegue
Vietti - come quella di consentire le intercettazioni solo in
presenza di 'evidenti indizi di colpevolezza'. La definizione
'evidenti', infatti, e' molto piu' stringente del termine 'gravi'
pertanto diventera' praticamente impossibile intercettare. Servirebbero
infatti indizi ancora piu' consistenti di quelli necessari'' a
far scattare le manette. E questo e' ''pazzesco'', cosi' come
lo e' ''cambiare la legge sui servizi segreti a suon di fiducia''
insiste Soro.
Soro sottolinea quindi l'incongruenza di chiedere il voto di fiducia
su un testo che, ricorda, ''e' stato fermo oltre quattro mesi
in Commissione''. Il ddl intercettazioni, infatti, era stato licenziato
dalla Commissione Giustizia della Camera il 19 febbraio scorso.(ANSA).