(25-10-2007)
SCOPPOLA: SORO, E' STATO UN PADRE DEL PARTITO DEMOCRATICO
"I democratici italiani ricorderanno con gratitudine e ammirazione
l'esperienza umana ed intellettuale di Pietro Scoppola, maestro
di pensiero e testimone irriducibile del dialogo tra le culture
nella vita politica italiana. Con la morte di Scoppola non scompare
solo un grande storico e un interprete autorevole e appassionato
della migliore tradizione cattolica democratica. Con scoppola
se ne va anche un pezzo della storia ancora non scritta del Partito
democratico. Egli è stato infatti una delle persone più
tenaci nel volere la nascita dell'Ulivo, conservandone la tensione
creativa anche nei momenti di maggiore difficoltà . A me
piace ricordarne oggi il ruolo di protagonista primario nella
preparazione del seminario di Orvieto e nell'elaborazione del
manifesto del Pd. E' motivo di tristezza e grande emozione sapere
che la sua scomparsa coincide con la nascita del partito per il
quale si è così a lungo speso. Scoppola è
stato uno dei padri del nuovo partito e così lo ricorderemo
sabato a Milano nel giorno dell'Assemblea Costituente.
(19-10-2007)
PD Non entriamo nel Pse, insieme costruiamo un soggetto nuovo
"Tra Pd e Pse è possibile immaginare una convergenza
simile a quella realizzata tra Ds e Margherita, con le dovute
differenze, ma non un semplice ingresso del partito italiano nella
casa socialista europea". Lo dichiara il coordinatore Dl
Antonello Soro commentando le dichiarazioni di Romano Prodi e
di Massimo D'Alema sul rappporto tra Pd e Pse. "Sia Prodi
che D'Alema - spiega Soro - hanno indicato un percorso condiviso
di relazioni col Pse che punta ad esportare in Europa il processo
fatto in Italia. Quindi, così come in Italia non c'è
stato l'ingresso della Margherita nei Ds, ma è stato costruito
insieme un soggetto nuovo, ritengo sicuramente possibile che in
Europa, con le dovute differenze dovute alle dimensioni dei partiti,
il campo del centrosinistra possa avere una configurazione che
assomigli a quella del Pd".
(19-10-2007) RIFORME: IL NO DI BERLUSCONI E' DANNO PER
IL PAESE
"Che fine ha fatto Berlusconi "il riformatore"?
Sarebbe una imperdonabile rinuncia ai doveri verso il paese se
il leader dell'opposizione si limitasse a evocare solo la spallata
contro il governo Prodi, spallata che chiede stancamente e inutilmente
da 16 mesi. Penso che Berlusconi accetterà il dialogo sulle
riforme perchè servono al paese, all'opposizione, alla
maggioranza.
Veltroni ha espresso una inequivocabile disponibilità a
trovare una robusta intesa sulla legge elettorale e sulla modifica
della seconda parte della costituzione, per rinnovare la nostra
democrazia nel segno dell'efficienza e di un maturo bipolarismo
europeo, per chiudere un ciclo della storia repubblicana e avviarne
uno nuovo. E Berlusconi sa che la leadership non è una
rendita e che se continuasse a opporre un No pregiudiziale perderebbe
la fiducia dei suoi stessi elettori."
(05-10-2007)
GOVERNO: SU RIMPASTO HA RAGIONE PRODI
'Ha ragione Prodi: la stabilita' e la continuita' dell'azione
di governo e' un fattore di vantaggio. Introdurre il tema di un
diverso governo serve a rallentarne l'azione'. Cosi' Antonello
Soro, coordinatore della Margherita, commenta le voci su un rimpasto
nel governo. (ANSA).