Equità fiscale e privacy

Contemperare due diritti
(L’Unione Sarda, 23 giugno 2013)

La legge voluta dal Parlamento più di un anno fa, che ha previsto l’istituzione di una superanagrafe fiscale, pone tre domande e merita tre risposte. L’obiettivo del sistema Serpico è un obiettivo giusto? Non solo combattere l’evasione fiscale è uno dei compiti che ogni governo deve avere, ma è di sicuro tra i più importanti. Perché l’evasione fiscale non solo è il terreno sul quale si manifesta il massimo egoismo dei cittadini, ma è anche terreno di pascolo della criminalità organizzata. Peraltro, nessuna misura di rilancio dell’Italia può avere luogo se non attraverso un durissimo contrasto all’evasione.

Il secondo punto da affrontare è: l’obiettivo scelto dal Parlamento è efficace? La mia opinione è che si tratti dello strumento più efficace in assoluto, molto più delle incursioni a Cortina o del censimento dell’acquisto di un gioiello. Nel Sistema di interscambio dei dati ci sarà tutto.

Il terzo quesito, quello più importante per l’Autorità che presiedo, è se questo strumento è intrusivo nella vita degli italiani. Ebbene, questo strumento aveva una potenzialità di limitazione della privacy senza precedenti. Ecco perché è stato chiesto al Garante di pronunciarsi sul rischio di un inconciliabile scontro tra due diritti: quello all’equità fiscale, garantito dalla Costituzione italiana, e quello alla privacy, diritto fondamentale riconosciuto dalla Carta europea.

Io penso che la privacy sia un aspetto della libertà e così come la libertà dei singoli confina con quella della comunità, la riservatezza individuale non è separabile dalle liberà collettive. Il nostro intervento è stato molto duro, abbiamo prescritto misure tecniche e organizzative che hanno modificato profonda-mente il funzionamento dell’anagrafe tributaria. Tutte le informazioni verranno trasferite dalle banche all’Agenzia delle entrate in modo automatizzato e senza intervento di operatori, i dati saranno inintellegibili, gli accessi molto selettivi e sempre tracciati. Nel grande server di Serpico giaceranno come in un oceano miliardi di dati e sarà un algoritmo a incrociare tutte queste informazioni, selezionando esclusivamente i casi di scostamento tra spese effettuate e denuncia dei redditi. Solo allora emergeranno dal fondo dell’oceano, assumendo un nome e un cognome.

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